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Desiree piovanelli

Desirée Piovanelli

Con l'espressione giornalistica Branco di Leno viene identificato un gruppo di ragazzi della provincia di Brescia che il 28 settembre 2002 uccise a Leno Desirée "Desy" Piovanelli (nata il 29 giugno 1988). La vittima conosceva fin dall'infanzia o da molti anni i suoi killer che abitavano tutti in via Romagna a Leno (BS). Inoltre il luogo dell'omicidio si trovava dove abitavano vittima e carnefici in via Romagna.

Il brancoModifica

Nicola B.Modifica

Amico d'infanzia di Desirée all'epoca del fatto aveva 16 anni, muratinizialmente la sua passione per Desirée era diventata un'ossessione e "schedò" tutta la famiglia Piovanelli, progettando mesi prima di uccidere Desy e di sezionare il cadavere. Desirée aveva rifiutato più volte Nicola e questo atteggiamento provocò anche la sua voglia di vendetta. Desy scrisse nel suo diario personale su Nicola, che venne definita una persona da cui stare alla larga.

Nicola V. "Nico"Modifica

Coetaneo di Nicola B., muratore e amante della Playstation, accettò con Nicola la sua voglia di vendetta. Considerato il "duro" del gruppo, finora non ha fatto alcuna confessione.

Mattia F. "Bibo"Modifica

Di soli 14 anni, studente di terza media e amico di Nicola, dopo esser stato scoperto confessò subito agli inquirenti che oltre ai soliti argomenti di cui discuteva il branco c'era un argomento fisso: Desirèe. Inoltre tirò in ballo Giovanni Erra come "ispiratore" del "branco" e con un ruolo attivo nell'omicidio. Era la parte "debole" del gruppo.

Giovanni ErraModifica

L'unico maggiorenne del "branco" (all'epoca del fatto aveva 36 anni) e originario di Ghedi, era sposato, aveva un figlio di 8 anni e abiatava in via Romagna da qualche anno. Lavorava come operaio in una fonderia a San Zeno Naviglio e aveva avuto in passato problemi di tossicodipendenza; inoltre una compagna di Desy raccontò che aveva ricevuto da Erra vari messaggi SMS d'amore. Erra minimizzò e affermò che Desy frequentava casa sua perché era diventata amica di suo figlio e ridusse tutto a una scherzosa relazione sentimentale. Non è stato tuttora accertato se Erra durante l'omicidio visse un ruolo attivo o fu solo protagonista del delitto. Erra descrisse ai ragazzi Desy come una "ragazza facile".

La pianificazione del delittoModifica

L'idea parte il 26 settembre da Nicola e Nico che vogliono violentare Desirée e loro due stabiliscono l'ordine per violentare la ragazza da una discussione in via Romagna davanti a casa loro e poco lontano dal luogo dell'omicidio, Cascina Ermengarda.

La mattina del 28 settembre Nicola acquista un caricabatterie adattabile al cellulare di Desy, un sacchetto di cellofan per nascondere gli indumenti sporchi di sangue, un coltello da cucina con la lama da 20 cm acquistato nel supermercato del paese. Inoltre Nico si procurò delle fascette autobloccanti per immobilizzare Desy.

Il delittoModifica

Secondo Mattia l'appuntamento era alle 16:00 del 28 settembre quando, dopo aver finito la partita di pallone, raggiunse Cascina Ermengarda. Dopo esser salito al primo piano della cascina vide Erra nella stanza vicina dove c'erano Nicola e Nico che tentavano di violentare Desy: Nicola attirò Desy che andava a fare visita ad un'amica nella cascina con la scusa di farle vedere dei gattini.

Nicola fece un cenno di aiuto a Mattia che dovevano aiutare a trattenere Desy che si opponeva con tutte le forze, mentre Mattia e Nico la tenevano, Nicola tentò di violentarla ma Desy disse "Mi fai schifo, mi fai pena": a queste parole, fece seguito il massacro.

Nicola perse il controllo e la colpì con una coltellata al costato, Desy riuscì a divinclarsi ma venne bloccata da Erra che uscì dall'altra stanza, così fu costretta a tornare dai suoi killer. Cercò di fuggire dalla finestra ma venne colpita da due o tre coltellate alla schiena, così la ragazza cadde a terra esanime dopo un'agonia di un'ora e mezza, come stabilì l'autopsia.

Erra e Nico cercarono di sollervarla e Nico le sferrò l'ultimo fendente tentando di sgozzarla, quando ormai Desy era già morta. Nicola poi prese un sacchetto di plastica e per simulare l'azione di un maniaco prese i jeans e gli slip della ragazza per nasconderli. Inoltre Nicola raccontò di aver legato i piedi di Desy con nastro da pacchi e di averla svestita. Erra disse che era giunto alla Cascina Ermengarda dicendo che aveva visto il cadavere solo dopo l'omicidio e lui in quel lasso di tempo era stato a casa a dormire.

La scopertaModifica

Nicola inviò un SMS al fratello di Desirée dicendole che stava bene, che era dal suo ragazzo e di non preoccuparsi. L'SMS era stato inviato con una scheda persa in camping a Jesolo ad agosto, così le indagini si diressero su chi aveva frequentato il camping di Jesolo, abitava a Leno ed aveva circa la stessa età di Desy.

Il 2 ottobre il padre Maurizio fa un appello alla ragazza a tornare a casa e il 3 ottobre, messo sotto torchio, Nicola confessa di aver ucciso Desy nella cascina Ermengarda; dopo la sua confessione viene trovato il cadavere nella cascina e il giorno dopo sono arrestati i minorenni del gruppo e qualche giorno dopo anche Giovanni Erra.

I funeraliModifica

I funerali di Desy si svolgono l'8 ottobre Sala del Regno dei Testimoni di Geova di Manerbio alla presenza di 250 persone tra cui 22 compagni della scuola che frequntava Desy. La ragazza è stata sepolta a Leno alla presenza di 3.000 persone con la presenza del gonfalone del comune e della provincia di Brescia e del sindaco di Leno.

Le condanneModifica

In primo grado il procuratore Emilio Quaranta del Tribunale dei minori di Brescia condannò il 19 marzo 2003 Nicola a 20 anni di carcere, Nico a 18 e Mattia a 14 anni di reclusione. La Corte d'Appello il 20 ottobre 2003 ridusse le pene di Nicola da 20 a 18 e di Nico da 16 anni a 15 anni e 4 mesi.

Nicola, Nico e Mattia sono stati infine condannati, in via definitiva, a 18, 15 e 10 anni. Erra con la sentenza in Corte di Cassazione del 28 gennaio 2005 ha condannato Erra a 20 anni di reclusione con la richiesta di inasprire la pena. Il 4 novembre 2005 Erra è stato condannato dalla Corte d'Assise d'Appello di Milano a 30 anni di carcere, quindi finirà di scontare la nel 2035 a quasi 70 anni d'età. Tuttora Erra si trova nel carcere di Canton Mombello a Brescia.

RicordoModifica

Cascina Ermengarda è stata abbattuta nel 2007 per costruire un residence che è stato chiamato "Cascina Desirée" in suo onore.

FonteModifica

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