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File:Haus familie f.jpg

Il caso Fritzl riguarda Elisabeth Fritzl (Amstetten, 8 aprile 1966), una donna austriaca che ha vissuto imprigionata per 24 anni in un bunker sotterraneo costruito dal padre, l'ingegnere Josef Fritzl (Amstetten, 9 aprile 1935) nella cantina di casa. Durante tutto il periodo della prigionia si sono susseguiti gli abusi sessuali da parte dell'uomo e da questi rapporti incestuosi sono nati sette figli.

Josef FritzlModifica

La condannaModifica

Josef Fritzl è stato condannato all'ergastolo il 19 marzo 2009 e verrà rinchiuso in un istituto psichiatrico.

Le accuseModifica

Josef Fritzl è accusato di incesto, violenza sessuale, rapimento e omicidio colposo, reati per i quali ha espresso piena confessione.

L'omicidioModifica

Il padre di Elisabeth è accusato di omicidio verso uno dei figli nati dall'incesto. Elisabeth afferma che Josef era presente quando il volto del bambino diventava viola per problemi di respirazione e che il suo genitore si rifiutava di portarlo dal medico, replicando "succederà quel che deve succedere". In seguito ne brucerà il cadavere nel giardino. In un primo momento Josef Fritzl si difende affermando che il bambino non era morto alla sua presenza, poi ritratta e confessa l'omicidio.

Infanzia e rapporto con la madreModifica

Fritzl ha raccontato come sua madre lo maltrattasse e lo umiliasse continuamente e come lui non avesse mai ricevuto una manifestazione d'affetto da parte di lei: l'unica cosa che i due facevano insieme era andare in chiesa la domenica. Gli psicologi hanno attualmente diagnosticato che questi eventi gli hanno causato disturbi alla personalità, pur non impedendogli di affrontare il processo che lo vede colpevole e di comprenderne appieno le conseguenze.

Il rapporto con Elisabeth e gli altri figliModifica

Fritzl afferma che non vedeva Elisabeth come una figlia ma come una compagna. Tuttavia egli stesso ha confessato di averla legata a un palo per 9 mesi e che la legava ripetutamente quando la molestava. Aggiunge anche che faceva vedere alla figlia film pornografici e la costringeva a ripeterne le scene. Elisabeth dichiara - in una testimonianza videoregistrata di alcune ore trasmessa durante il processo - che veniva molestata da quando aveva dieci anni, mentre Joseph specifica che la molestò la prima volta nell'85, quindi quando sua figlia era ormai 19enne.

Fritzl dichiara che voleva molto bene ai figli nati dall'incesto e che alla nascita di Kerstin aveva portato un libro di ostetricia ad Elisabeth. Inoltre dice di aver cercato di rendere la vita dei figli più felice possibile, tenendo conto delle condizioni imposte dalla cantina, rifornendo il freezer di cibo sufficiente e curando il sistema di areazione. A queste affermazioni fa eco la testimonianza della figlia, che ricorda come in occasione di un viaggio all'estero del padre durato un mese lei stesse sul punto di morire per inedia.

L'attoModifica

Il 24 agosto [1] 1984, Fritzl (a 49 anni) rapisce la figlia Elisabeth (che aveva all'epoca 18 anni) e la rinchiude nella cantina di casa ad Amstetten, Austria. [2] Elisabeth ha raccontato di aver cercato di fuggire di casa poco prima del rapimento e di aver chiesto aiuto ai poliziotti raccontando dei primi abusi; ma, non essendo credute le sue affermazioni, fu riportata alla famiglia e proprio a seguito di questo episodio il padre decise di segregarla. Joseph ha dunque tenuto nascosta la figlia per 24 anni, portandole cibo e indumenti per tutto il periodo della prigionia, mediamente una volta ogni tre giorni. Egli l'ha ripetutamente violentata. Elisabeth ha avuto sette figli da suo padre, uno dei quali è morto poco dopo la nascita nel 1996. Molti sono ancora i punti oscuri in questa vicenda, uno dei quali il ruolo della madre di Elisabeth e moglie di Josef, la quale ha dichiarato di non essersi mai resa conto (fino a una settimana prima dell'arresto) della presenza del bunker nè tantomeno della figlia o dei nipoti imprigionati. Sembra che la donna abbia sempre creduto alla versione del marito quando sostenne che Elisabeth si era aggregata ad una setta religiosa e ancora, negli anni, quando finse di ritrovare tre neonati sulla porta di casa con dei biglietti che ne chiedevano la cura ai genitori da parte della figlia.

I sette figli di Josef ed Elisabeth FritzlModifica

  • Kerstin (1989), nata e vissuta nel 'carcere'
  • Stefan (1990), nato e vissuto nel 'carcere'
  • Lisa (1992), nata nel 'carcere' ma adottata e cresciuta nella casa dei nonni
  • Monika (1994), nata nel 'carcere' ma adottata e cresciuta nella casa dei nonni
  • Alexander (1996), nato nel 'carcere' ma adottato e cresciuto nella casa dei nonni
  • Michael (1996), nato e morto nel 'carcere'
  • Felix (2002), nato e vissuto nel 'carcere'

La scopertaModifica

Il 19 aprile 2008 Kerstin si sente male, il padre/nonno acconsente ad accompagnarla in ospedale. Elisabeth aiuta il padre a far uscire la figlia dalla prigione: è la prima volta in 24 anni che vede la luce. Kerstin viene ricoverata in ospedale, accompagnata dal padre/nonno e qualche giorno dopo anche alla madre viene concesso di visitare la figlia in ospedale. In un primo momento Elisabeth, per paura delle ripercussioni, non racconta ancora la sua prigionia. Solo quando i medici la rassicurano sulla sua futura protezione accusa il padre, il cui delitto viene quindi scoperto il 26 aprile. Elisabeth è dunque libera dopo più di 8.000 giorni di segregazione e con lei i suoi figli. Josef viene arrestato dalla polizia.

NoteModifica

  1. Altri dicono 28 agosto o 29 agosto.
  2. Ybbsstraße 40, Amstetten.

Voci correlateModifica