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Luca Barbareschi

Luca Giorgio Barbareschi (Montevideo, 28 luglio 1956) è un attore, conduttore televisivo e politico italiano. In televisione, come intrattenitore, ha partecipato a circa ottanta sceneggiati e a venti varietà [1]. È stato eletto come deputato alle Elezioni politiche del 2008 con il Popolo della Libertà.

Vita privata Modifica

L'infanzia di Luca Barbareschi fu segnata da gravi episodi di abusi sessuali avvenuti in ambito scolastico e protrattisi nel tempo dall'età di nove a tredici anni. Tali abusi, trattati tra l'altro in un capitolo del libro “Olocausto bianco” di Ferruccio Pinotti [2], avvennero presso l'Istituto Leone XIII, prestigiosa scuola privata cattolica di Milano, per opera di un sacerdote gesuita, insegnante di Barbareschi [3]. Dopo molti anni Barbareschi ha deciso di rendere pubblico [4] questo episodio e di impegnarsi personalmente sul tema della lotta alla pedofilia prima creando la Fondazione Luca Barbareschi, che ha come scopo la tutela dei bambini vittime di pedofilia [5], poi con specifiche proposte di legge come parlamentare [6]. Separato con tre figlie (la prima l'ha avuta all'età di 23 anni), è stato anche compagno per alcuni anni dell'attrice Lucrezia Lante della Rovere.

ImprenditoreModifica

Fondatore delle società in campo informatico Glamm Interactive e Video Online, crea una propria casa di produzione, la Casanova Entertainment. Quest'ultima si occupa di contenuti e format per il cinema e la televisione. Prima delle Elezioni politiche del 2008 ha preannunciato che, in caso di elezione, avrebbe ceduto la proprietà della sua azienda ad un blind trust [7], cosa che, a elezioni avvenute, ha dichiarato di aver fatto [8].

Fonda anche una seconda casa di produzione, con sede a Los Angeles, la Four Point Entertainment, per la quale conduce, negli anni novanta, centodieci puntate dello show televisivo That's amore. Produce alcuni lavori per la Fox e la Think Entertainment inglese [9].

Cinema e televisione Modifica

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Luca Barbareschi con Ezio Greggio

Luca Barbareschi comincia a studiare negli anni settanta allo Studio Fersen di Roma e l'inizio della sua carriera al Teatro di Verona come assistente regista di Virginio Puecher nella messa in scena dell'Enrico V. Successivamente si trasferisce a Chicago dove, ancora con Puecher, continua la sua attività di aiuto regista nell'opera di Offenbach I racconti di Hoffmann. In questa città collabora anche con la Chicago Lyric Opera Theatre come primo aiuto. Successivamente decide di stabilirsi a New York: lavora, per un anno, con Frank Corsaro agli allestimenti del Metropolitan Opera Theatre. In seguito decide di iscriversi e frequentare per quattro anni una scuola di recitazione [1].

Nel 1983 lavora sul film Summertime, con la regia Massimo Mazzucco, per cui scrive la sceneggiatura e interpreta un ruolo. Sempre nello stesso anno, ottiene il ruolo di protagonista nel film di Nino Marino Un uomo americano.

Terminata questa esperienza, decide di trasferirsi a Roma, intraprendendo una carriera che spazia fra teatro, cinema e televisione. È nel 1979 che abbiamo il suo debutto nel mondo del cinema: Da Corleone a Brooklyn di Umberto Lenzi, con Mario Merola. Seguito da B-movies italiani come il celebre Cannibal Holocaust (1980) di Ruggero Deodato, in cui in alcune scene appare nudo e in una lo si può vedere uccidere a sangue freddo un cucciolo di maiale, fatto realmente accaduto. Apparirà completamente nudo anche su un numero del settimanale "Il Venerdì". Dopo alcuni anni, viene selezionato per il film Hanna K di Costa-Gavras (1983), accanto a Gabriel Byrne. Nello stesso anno Gabriele Salvatores gli affida la parte di Lisandro in Sogno di una notte d'estate accanto a Erika Blanc e Claudio Bisio. Nel 1984 Pupi Avati lo inserisce nel cast di Impiegati. Barbareschi lavora dunque nel 1986 con Carlo Vanzina in Via Montenapoleone e con Dino Risi in Teresa l'anno successivo, accanto a Serena Grandi.

Nel mondo della televisione partecipa, tra il 1984 e il 1985 alla serie tv Quo vadiz? di Maurizio Nichetti, accanto a comici come Umberto Smaila, Franco Oppini e Angela Finocchiaro. Con l'arrivo degli anni Novanta, partecipa a In nome del popolo sovrano di Luigi Magni, di nuovo accanto a Serena Grandi. Nel 1992 interpreta una parte nel film di Sergio Rubini La bionda e lavora l'anno successivo con Mauro Bolognini alla realizzazione della miniserie La famiglia Ricordi, dove interpreta Gioachino Rossini.

Nel 1997 decide di passare dietro la macchina da presa firmando Ardena, suo primo lungometraggio seguito nel 2002 da Il trasformista. Il film riceve una fredda accoglienza da critica e pubblico. Il Dizionario dei film Morandini lo recensisce cosi':

« Esistono due modi principali di far satira politica al cinema: la fiction più o meno metaforica e il realismo documentato che dice pane al pane. Barbareschi li evita entrambi e, un colpo al cerchio e uno alla botte, scade dall'invettiva alla maldicenza e, parlando male di tutti, non condanna nessuno. Pur nei modi di una vibrante telecronaca (fotografia di Gino Sgreva), l'avvio dell'alluvione promette quel che il film non mantiene. »

[10] Morandini

Nel frattempo rimane spesso impegnato in numerose produzioni di fiction e miniserie tv: nel 1998 interpreta parti in Trenta righe per un delitto e Cronaca nera. Nel 2005 torna ancora una volta in televisione con Nebbie e delitti.

TeatroModifica

Attraverso la propria casa di produzione Casanova Entertainment acquista i diritti di alcune opere di autori ancora sconosciuti al pubblico italiano. Di alcune di esse ne cura personalmente le traduzioni e le porta in scena in teatri italiani: Bogosian, Hare, Elton e Williams, ma principalmente David Mamet con American Buffalo (1984), Sexual Perversity in Chicago (1985), Mercanti di bugie (1989) e Oleanna (1993). Interpreta il ruolo di protagonista nella rappresentazione di Amadeus di Peter Shaffer, diretta da Roman Polanski. In queste opere si fa conoscere per il ruolo di provocatore e irriverente [9].

Nel 1995 decide di portare in scena il violento Piantando chiodi nel pavimento con la fronte di Eric Bogosian. A teatro ha anche interpretato la parte Billy Flynn nella versione italiana del musical Chicago.

Nel 1997 ha ricoperto il ruolo di direttore artistico presso il Teatro comunale di Latina. Nel 2002 ha assunto il ruolo di direttore dello Stabile privato romano di via Nazionale. L'esperienza si è però conclusa con il licenziamento di Barbareschi da parte dell'Eliseo Spa, società che gestisce il teatro. La vicenda ha avuto numerosi risvolti politici, con l'intervento del sindaco di allora Walter Veltroni in favore di Barbareschi [11].

PoliticaModifica

Durante la sua carriera nel mondo dello spettacolo, pur definendosi socialista [12] si distingue per una vicinanza ideologica e d'azione con movimenti di centro-destra [13].

Personaggio spesso contro-corrente, non manca di criticare comunque esponenti del centro-destra, come in occasione della proposta di legge dell'on. Carlucci sui finanziamenti al cinema (2002), quando rivela di aver voluto provare l'inadeguatezza della commissione ministeriale addetta inviando sotto mentite spoglie una sceneggiatura di Orson Welles e ricevendo un parere negativo. L'episodio crea un certo imbarazzo tra gli esponenti di Forza Italia, che si dichiarano comunque fiduciosi per la soluzione adottata [14].

Nel 2008 viene candidato nella circoscrizione Sardegna alle Elezioni politiche del 2008. I risultati elettorali lo premiano e risulta eletto in Parlamento. Gli viene affidato l'incarico di Vice Presidente della Commissione Trasporti, Poste e Telecomunicazioni.

Subito dopo la vittoria della coalizione di centro-destra nelle Elezioni politiche del 2008, incoraggia la coalizione ad "occupare la Rai", alimentando così una vecchia polemica legata ad una sua dichiarazione precedente contro il suo futuro partito AN: "An porta in Rai solo le mignotte" [15][16].

Il 4 maggio 2008, ospite di un talk-show su RaiTre, si dichiara favorevole a nozze e adozioni gay. Il giorno dopo il partito lo richiama in maniera ufficiale ricordandogli come non siano previste aperture di alcun tipo a riforme in tale direzione [17].

Pochi giorno dopo, Barbareschi si rende protagonista di una piccola polemica con l'on. Sandro Bondi, che critica per una presunta reintegrazione di uomini assunti in precedenza dall'ex-ministro Francesco Rutelli [18].

ControversieModifica

  • Nel 1996, all'interno del programma Il guastafeste, Barbareschi consiglia ad una signora del pubblico di non pagare la tassa sull'Europa imposta dal primo governo Prodi. La dichiarazione scatena violente polemiche che costringono la direzione Mediaset a sospendere, ed in seguito licenziare, il presentatore [19]. Mediaset, tenta, attraverso la figura dell'allora amministratore delegato Adriano Galliani, di trovare una mediazione e reintegrare il conduttore [20]. La trattativa però non va in porto e le due parti terminano la loro battaglia in tribunale [21].
  • La presentazione del Progetto di legge 2188 Disposizioni concernenti la diffusione telematica delle opere dell'ingegno e delega al Governo per la disciplina dell'istituzione di piattaforme telematiche nazionali [22] ha sollevato notevoli perplessità [23][24][25].

Filmografia Modifica

Cinema Modifica

Televisione Modifica

Teatro Modifica

NoteModifica

1^ Luca Barbareschi. Sito ufficiale di Luca Barbareschi.

2^ Ferruccio Pinotti, Pedofilia, "Olocausto bianco": la Chiesa, Luca Barbareschi e Rignano. Parla Carlotta Zavattiero, 10-12-2008

3^ La storia dell'attore e deputato Pdl. Non dimentico quegli abusi a scuola, Fondazione Luca Barbareschi, 28/05/2008, accesso 10-12-2008

4^ L’oscuro prezzo della vergogna, Rai, accesso 10-12-2008

5^ Luciani Gulli, Barbareschi: «Così salverò i bimbi violati», Il Giornale, 20/04/2007, accesso 10-12-2008

6^ Proposte di legge presentate come primo firmatario, Camera dei deputati, accesso 10-12-2008

7^ Luca Barbareschi: Rai e Mediaset si mettano assieme, accesso 20-11-2008, Il Tempo, 31 marzo 2008

8^ Silvio faccia come vuole, ma io ho scelto il blind trust, accesso 20-11-2008, La Repubblica, 28 aprile 2008

9^ Luca Barbareschi - biografia, MyMovies

10^ Morando Morandini, Il trasformista

11^ Emilia Costantini, Barbareschi licenziato: "Io non lascio l' Eliseo" Veltroni solidale con lui, Il Corriere della Sera, 14 marzo 2002

12^ Barbara Palombelli, Sono un socialista a vita Ma la sinistra è troppo snob, Il Corriere della Sera, 24 settembre 2005

13^ Emilia Costantini, Barbareschi insulta tutti, Il Corriere della Sera, 6 dicembre 1995

14^ Laura Martellini, Legge sul cinema, si cambia, Il Corriere della Sera, 30 luglio 2002

15^ Vittorio Zincone, Abbiamo vinto occupiamo la Rai, accesso 20-11-2008, Il Corriere della Sera, 21 maggio 2008

16^ Antonello Caporale, Silvio faccia come vuole, ma io ho scelto il blind trust, accesso 20-11-2008, La Repubblica, 28 aprile 2008

17^ Barbareschi: sì a nozze e adozioni gay. Il Pdl: non se ne parla, Il Corriere della Sera, 6 maggio 2008

18^ Bondi reintegra uomini di Rutelli, Il Corriere della Sera, 28 maggio 2008

19^ Barbareschi cacciato: "Faro' resistenza", Il Corriere della Sera, 28 novembre 1996

20^ Stefania Ulivi, Luca salvato da una telefonata, Il Corriere della Sera, 1 dicembre 1996

21^ Barbareschi e Mediaset: la rottura in tribunale, Il Corriere della Sera, 6 dicembre 1996

22^ Progetto di legge: 2188

23^ Diritto d'autore, quella proposta è di Barbareschi

24^ Luca Barbareschi vuole più poteri per la Siae

25^ Luca Barbareschi si occupa anche di Anti-Pirateria

Collegamenti esterniModifica