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Iraq, Saddam Hussein (222)

Saddam Hussein

Saddām Husayn ʿAbd al-Majīd al-Tikrītī Hussein (arabo: صدام حسين عبد المجيد التكريتي, Ṣaddām Ḥusayn ʿAbd al-Majīd al-Tikrītī; Tikrit, 28 aprile 1937 – Baghdad, 30 dicembre 2006) è stato un politico iracheno, presidente dell'Iraq dal 1979 al 2003, quando venne destituito in seguito all'invasione anglo-americana in quella che è conosciuta come la seconda guerra del Golfo. La data di nascita è incerta. È stato giustiziato per impiccagione il 30 dicembre 2006, in esecuzione di una sentenza di condanna a morte pronunziata da un tribunale speciale iracheno - confermata in appello - per crimini contro l'umanità. La sua esecuzione ha destato scalpore e polemiche in tutto il mondo.

Qui mi scuso con le vittime della polizia politica irakena sotto Saddam Hussein, ma la collocazione di questo dittatore sanguinario in questa categoria indica solo che durante l'infanzia subì delle sevizie. Se nessuno subisse sevizie da bambino, forse non esisterebbero i criminali.

Infanzia e primi anni Modifica

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Saddam Hussein da bambino.

Saddam Hussein nacque nel villaggio di al-Awja, nel distretto iracheno di Tikrīt, da una famiglia di pastori di ovini. Il padre, Husayn ʿAbd al-Majīd, sparì sei mesi prima della sua nascita lasciando la madre, Ṣubḥa Tulfāh al-Mussallat, sola con un figlio tredicenne malato e il nascituro Saddam in grembo. Dopo la morte del figlio tredicenne, la madre cercò, in piena crisi depressiva, un'altra famiglia in cui far crescere il neonato, trasferendolo dallo zio Khayr Allāh Tulfāh.
Dopo il nuovo matrimonio della madre con Ibrāhīm al-Ḥasan, che mise al mondo altri suoi fratellastri, Saddam tornò a vivere con la madre ed il patrigno, la cui rigidità (probabilmente lo picchiava e forse abusava anche di lui) fu motivo principale per cui all'età di dieci anni si trasferì nuovamente a Baghdad per vivere con lo zio, Khayr Allāh Tulfāh, padre della sua futura sposa. Si iscrisse al Partito Ba'th (Partito della Risurrezione, di tendenze socialiste) e nel 1956, prese parte al fallito tentativo di colpo di Stato contro Re Faysal II. Il 14 luglio 1958, un gruppo nazionalista non-baʿthista d'idee repubblicane, condotto dal Generale Abd al-Karīm Qāsim (Abd el-Karim Kassem), abbatté la monarchia e uccise il re e il Primo Ministro Nūrī al-Sa‘īd. Nel 1959, dopo un tentativo fallito (pare finanziato dalla CIA) di assassinare Kassem, Saddam Hussein fuggì in Egitto attraverso la Siria ed il Libano e fu condannato a morte in contumacia.

In Egitto conseguì un titolo di studio nella Facoltà di Giurisprudenza dell'Università di Giza, al Cairo.

Qui mi scuso con le vittime della polizia e dei servizi del partito baath iracheno, ma la collocazione di questo dittatore sanguinario in questa categoria indica solo che durante l'infanzia subì delle sevizie. Se nessuno subisse sevizie da bambino, forse non esisterebbero i criminali.

Studi psicologiciModifica

Lo psichiatra Jerrold Post, ex ufficiale dell'intelligence Usa, ha studiato la vita del raìs per prevedere il suo comportamento. Secondo il parere dello "strizzacervelli d'ufficio" di Saddam Hussein, le ragioni della condotta del dittatore iracheno sono da ricondurre ai maltrattamenti subiti durante l'infanzia da parte della mamma. Il responso: "E' un narcisista maligno. Non consegnerà mai le sue armi, giocattoli di cui non può a fare meno".

E' inquietante il quadro che viene fuori dall' analisi del dottore della Cia che per 21 anni si è occupato della valutazione psicologica dei nemici degli Stati Uniti.

"Saddam Hussein é stato un bambino maltrattato e traumatizzato che fin da piccolo ha coltivato sogni di grandezza, tanto da ritenersi l'erede di Nabucodonosor e del Saladino". Dall' intervista pubblicata dal quotidiano britannico "The Guardian", risulta che i problemi di Saddam ebbero inizio ancor prima della sua nascita, quando la madre Subha, durante la gravidanza, perse improvvisamente il marito e un figlio di 12 anni: fu un colpo durissimo, che la indusse a tentare il suicidio e a cercare di procurarsi un aborto. Non ci riuscì grazie al soccorso di una famiglia di vicini ebrei che oggi vivono in Israele (e che, probabilmente, avranno avuto modo di meditare retrospettivamente sul tiro mancino che il destino ha giocato loro).

Alla nascita del piccolo Saddam, Subha é troppo depressa per occuparsi del neonato che viene così affidato a Khairalla Msallat, lo zio materno che lo tiene con sè fino ai tre anni.

Anche quando tornò dalla mamma, lei non smise di trattarlo male: si risposò e permise al nuovo marito di abusare del bambino. "Il suo patrigno era un bruto sia fisicamente che psicologicamente - sostiene Post- Il fallimento della madre nell'accudirlo e gli abusi del patrigno segnarono profondamente la sua autostima. In termini psicologici questo è conosciuto come il "sè ferito".

Normalmente, in questi casi, le persone possono sprofondare nell'apatia e nella disperazione; ma si possono anche produrre "sogni di gloria" come compensazione. Sogni che vennero forniti dallo zio, che riprende con sè Saddam quando, all' età di otto anni, il ragazzino decide di andarsene di casa. Khairalla, in rovina dopo una rivolta filonazista contro il regime britannico, predisse al giovane Saddam che avrebbe seguito le orme del re babilonese Nabucodonosor e del Saladino, che riconquistò Gerusalemme all'islam sconfiggendo i crociati.