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Lolita1
« Lolita, luce della mia vita, fuoco dei miei lombi. Mio peccato, anima mia. Lo-li-ta: la punta della lingua compie un percorso di tre passi sul palato per battere, al terzo, contro i denti. Lo. Li. Ta. Era Lo, semplicemente Lo la mattina, ritta nel suo metro e quarantasette con un calzino solo. Era Lola in pantaloni. Era Dolly a scuola. Era Dolores sulla linea tratteggiata dei documenti. Ma tra le mie braccia era sempre Lolita. »

Lolita è il celebre e scandaloso romanzo di Vladimir Vladimirovič Nabokov. Scritto in inglese e pubblicato inizialmente a Parigi, dove l'autore viveva nel 1955, ebbe grande risonanza anche per i contenuti scabrosi che vertevano su un rapporto pedofilo e incestuoso.

Il termine lolita, complice probabilmente la trasposizione cinematografica di Stanley Kubrick, è entrato nella cultura popolare e nel linguaggio ad indicare una giovanissima sessualmente precoce o comunque attraente [1].

« ragazza adolescente di aspetto provocante, che suscita desideri sessuali anche in uomini maturi »

De Mauro, il dizionario della lingua italiana, Paravia[2]

Nabokov nel romanzo consigliava di pronunciare la prima sillaba di Lolita con la L liquida come per la parola lollipop - lecca lecca.

Pare che Nabokov si ispirò per la scrittura di questo romanzo alla figura di Charlie Chaplin, noto pedofilo.

Il romanzo Modifica

Il Professor Humbert Humbert, voce narrante del racconto, annoiato insegnante quarantenne di letteratura francese, per circostanze fortuite e inaspettate fa la conoscenza di Dolores Haze, dodicenne ribelle e maliziosamente spregiudicata che gli richiama in mente il suo primo amore da tredicenne. Nonostante la differenza di età, egli perde completamente le testa per la giovane ninfetta tanto da sposarne la madre per rimanere al suo fianco.

Dopo la morte della signora Haze, i due cominciano un lungo vagabondaggio da un motel all'altro in giro per gli Stati Uniti fino a stabilirsi in una nuova città dove Humbert si fa passare per il severo padre all'antica di Lolita e la iscrive ad una scuola femminile.

Humbert tiene Lolita praticamente prigioniera, ma si lascia persuadere a permetterle di frequentare una scuola di teatro dove conosce Quilty.

Lolita per fuggire, convince Humbert a riprendere i vagabondaggi, ma, ben presto, ricoverata in ospedale per una malattia, riesce a sfuggire alla sorveglianza e a dileguarsi con un uomo adulto che si è fatto passare per lo zio.

Dopo circa tre anni, Humbert, riceve una lettera da Lolita, ormai diciassettenne, che gli scrive di essere sposata, in attesa di un figlio e bisognosa di danaro. Humbert va a trovarla, le consegna i soldi lasciati dalla madre e cerca di portala con sé, ma riceve un secco rifiuto e riesce solo a farsi dire il nome di chi aveva aiutato Lolita nella fuga: Quilty.

Humbert va a cercare Quilty e lo uccide, arrestato per l'omicidio, scrive in carcere, in attesa di processo, il libro di memorie: "Lolita o le confessioni di un maschio bianco vedovo" (Lolita or, The Confessions of a White Widowed Male).

La difficile pubblicazione e il successoModifica

A causa della trama esplicita, che richiamava la pedofilia, il libro venne rifiutato dalle case editrici dell'epoca per molti anni, a meno di pesanti tagli e manipolazioni che Nabokov si rifiutò sempre di operare. Venne pubblicato per la prima volta a Parigi, dall’Olympia Press (un'importante casa editrice erotica) nel 1955.

Alla fine del 1955, lo scrittore Graham Greene, in una intervista al Times di Londra, lo elogiò come uno dei migliori romanzi dell'anno, anche se i problemi legati all'opera continuavano (nel dicembre 1956 il Ministro degli Interni francese lo bandì per due anni).

La prima edizione americana risale al 1958 per la G.P. Putnam's Sons e fu immediatamente un bestseller, il primo libro da Via col vento a vendere 100.000 copie nelle prime tre settimane di pubblicazione.

In Italia è stato pubblicato per la prima volta nel 1959 da Mondadori; mentre nel 1993 Adelphi ne ha curato una nuova edizione nell'ambito del progetto di pubblicazione di tutte le opere di Nabokov.

Nonostante lo scandalo che provocò, le circa quattrocento pagine del libro non contengono né parole, né descrizione oscene; la trama è infatti tessuta da frasi delicate, a volte un po' infantili, ma capaci di trasmettere la tragedia di Humbert e Lolita.

Postfazione e Post scriptumModifica

Nel 1956 Nabokov scrisse una postfazione intitolandola "Note su un libro chiamato Lolita", da allora allegata ad ogni edizione del romanzo, in cui spiega la genesi del libro, le sue vicissitudini per stamparlo e concludendo con un riferimento alla propria madrelingua abbandonata nel 1940 emigrando negli U.S.A.

La prima versione in russo (Лоли́та), tradotta dallo stesso Nabokov, venne pubblicata da Phaedra a New York nel 1967 e l'autore volle inserire un post scriptum in cui indaga ulteriormente il rapporto con la propria lingua madre.

Edizioni Modifica

Sulle copertine delle edizioni italiane l'autore è sempre riportato come "Vladimir Nabokov", senza il patronimico.

Voci correlate Modifica

  • Lolita, film tratto dal romanzo su sceneggiatura dello stesso Nabokov [3].
  • Lolita, film di Adrian Lyne del 1997 tratto dal romanzo di Nabokov e remake dell'omonimo film di Kubrick.
  • Moda Lolita, tipo di abbigliamento generalmente ispirato al costume vittoriano per bambini e dagli abiti estremamente elaborati del periodo Rococò nato in Giappone negli anni '70.
  • Leggere Lolita a Teheran saggio-romanzo Azar Nafisi con la prima parte, che da il titolo al libro, dedicata all'interpretazione di questa e altre opera di Nabokov.

Note Modifica

1^ Merriam-Webster OnLine, 11-12-2008, en

2^ De Mauro-Paravia on-line, accesso 11-12-2008

3^ Nabokov Vladimir, Enrico Ghezzi, Stanley Kubrick, Lolita (Sceneggiatura), 2001, ISBN 88-452-4807-0, Bompiani, Milano, pag.282

Collegamenti esterni Modifica