FANDOM


Parafilia (dal greco para παρά = "presso", "accanto", "oltre" e filia φιλία = "amore", "affinità"), in psicologia e sessuologia è un termine che indica un insieme di manifestazioni della sessualità umana, caratterizzate dall'eccitazione sessuale provocata da comportamenti o situazioni non direttamente connessi alle finalità riproduttive tipiche del sesso tradizionale.

TerminologiaModifica

Il termine parafilia può essere inoltre utilizzato per indicare pratiche sessuali non usuali, senza necessariamente implicare che queste siano "sbagliate". Questo termine, infatti, è stato coniato per sostituire, all'interno di una classificazione scientifica più rigorosa, la vecchia definizione di perversioni o deviazioni sessuali, fra le quali era stata inclusa anche l'omosessualità e altre forme di sessualità.

ClassificazioneModifica

Le parafilie possono essere classificate in base all’atto che sostituiscono o all’oggetto verso cui si indirizzano. Una ulteriore suddivisione riguarda il canale sensoriale che viene sollecitato [1].

  • Nella devianza dell'atto vi è una sostituzione del coito o dell’attività sessuale, con pratiche di altro tipo.
  • Nella devianza d'oggetto vi è una surrogazione dell'oggetto normativo o uno spostamento della meta:
    • l’oggetto normativo è costituito dal partner sessuale (etero o omosessuale).
    • la meta è rappresentata dal raggiungimento del piacere sessuale (orgasmo).
  • I canali sensoriali implicati nelle parafilie:
    • canale visivo, l'eccitazione sessuale viene ricercata nell'esibizione del corpo o parti di esso (esibizionismo), nell'osservazione di altri soggetti impegnati in attività sessuali (voyeurismo, mixoscopia) o di funzioni corporee fisiologiche (coprofilia, urofilia);
    • canale acustico/verbale, l'eccitazione è ottenuta mediante la pratica del turpiloquio, l’ascolto o il pronunciamento di parole scurrili o volgari attinenti alla sessualità (scatologia telefonica, coprolalia, pornolalia, mixacusi);
    • canale olfattivo, esistono collegamenti neurofisiologici tra l’organo vomero-nasale e determinate aree del cervello, quali il sistema limbico (emozionale) e il nucleo BNST (nucleo della stria terminale); l'eccitazione sessuale è data dalla percezione di odori, anche sgradevoli, come l’urina, le feci, il sudore (ospressiofilia), ciò può essere connesso ai feromoni escreti con queste sostanze;
    • canale gustativo, l’eccitazione sessuale è perseguita tramite l’ingestione/irrorazione di escrezioni corporee (coprofagia, spermatofagia, pissing);
    • canale tattile, il piacere sessuale è dato dalla pratica di attività corporeee inusuali: stuffing (penetrazione con oggetti), percossofilia, spanking (sculacciare con violenza), clismafilia (pratica del clistere), nasofilia, rinolagnia, uretrolagnia (stimolazione di parti del corpo non classicamente erogene).

Forme clinicamente riconosciuteModifica

Clinicamente sono riconosciute otto maggiori forme di parafilia [2]. Secondo l'ultima edizione del DSM-IV, per essere considerata effettivamente come patologia, tale condizione deve ricorrere per almeno sei mesi e devono manifestarsi come la forma di sessualità esclusiva o prevalente del soggetto, interferendo in modo rilevante con la sua normale vita di relazione e causandone un disagio clinicamente significativo.

  • Esibizionismo: il bisogno o il comportamento che porta all'esposizione del proprio apparato sessuale ad una persona ignara.
  • Feticismo: l'uso esclusivo di oggetti non direttamente attinenti alla sessualità (es. scarpe, indumenti) o parti del corpo di una persona, al fine di innescare o aumentare l'eccitamento sessuale;
  • Frotteurismo: il bisogno o il comportamento che porta a toccare o palpeggiare il corpo di una persona non consenziente;
  • Pedofilia: l'attrazione sessuale verso ragazzi in età prepuberale o bambini prossimi a questa età;
  • Masochismo: bisogno o comportamento sessualmente eccitante ricercato nel voler essere umiliati, provare dolore o soffrire in altri modi;
  • Sadismo: bisogno o comportamento sessualmente eccitante nel produrre dolore o umiliazione della vittima;
  • Feticismo di travestimento: eccitazione e/o piacere sessuale nell'indossare abiti del sesso opposto [3];
  • Voyeurismo ( o scoptofilia): il bisogno o il comportamento che porta a spiare persone ignare mentre sono nude, in intimo o impegnate in attività/rapporti sessuali;
  • Altre forme meno comuni sono raggruppate sotto la dizione Disordini Sessuali, quali:
    • apotemnofilia (attività sessuali con persone artrolese o con handicap),
    • catafilia (sottomissione al partner),
    • cateterofilia (uso di cateteri),
    • clismafilia (clisteri),
    • coprofilia (feci),
    • efefilia (feticismo della stoffa),
    • fobolagnia (situazioni di paura),
    • gerontofilia (persone anziane),
    • mixacusi (ascoltare rumori di una coppia impegnata in attività sessuali),
    • necrofilia (cadaveri),
    • parzialismo (attenzione esclusiva per una parte del corpo),
    • patofilia o nosofilia (persone portatrici di malattie, anche trasmissibili come le MST)
    • pluralismo o partouze in francese (orgia o sesso di gruppo),
    • scatologia telefonica (telefonate oscene),
    • triolismo o triolagnia (osservare il proprio/a partner in attività sessuali con un'altra persona),
    • urofilia o pissing (urina),
    • zoofilia (animali).

L'omosessualità era precedentemente elencata come parafilia nel DSM-I e DSM-II [4]. Con il consenso degli psichiatri è stata tolta nelle edizioni successive (in ogni caso il DSM è tuttora sottoposto a numerose critiche per alcune categorizzazioni, quali questa della parafilia, ritenute non sufficientemente comprovate e circoscritte come forme di disturbo mentale). Un disordine clinico dell'ansia causata dalla repressione dell'omosessualità fa ancora parte del manuale.

"Infine, è opportuno precisare che, nonostante la tendenza a credere che le parafilie siano un disturbo prettamente maschile, la realtà clinica contraddice questa convinzione. Infatti, anche alcuni casi di disturbo parafilico hanno riguardato il sesso femminile come, ad esempio, il feticismo di travestimento (si riporta il caso di una coppia la cui partner era solita, durante i rapporti sessuali, indossare abiti maschili “costringendo” l’uomo ad indossare biancheria intima propria dell’altro sesso)" [5].

Collegamenti esterniModifica

Note Modifica

1^ Boccadoro L., Carulli S., (2008) Il posto dell'amore negato. Sessualità e psicopatologie segrete. Edizioni Tecnoprint, Ancona. ISBN 978-88-95554-03-7

2^ Link

3^ Classificazione ICD F65.1

4^ DSM-II

5^ Gargiullo B.C., Damiani R., Gargiullo S., Le parafilie. Nuove categorie diagnostiche. In Italian Journal of Sexual and Reproductive Medicine. Vol. 12, Giugno 2005.