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Per pornografia minorile si intende la pornografia raffigurante minori, ossia individui che non hanno ancora raggiunto la maggiore età.

Questo concetto va tenuto distinto da quello, più specifico e al suo interno compreso, di pedopornografia, ossia la pornografia riguardante soggetti che non abbiano ancora raggiunto la pubertà, cioè i bambini.

La produzione, diffusione e detenzione di materiale pornografico minorile è illegale in molti stati. Bisogna tuttavia considerare che il raggiungimento della maggiore età è diverso da paese a paese (si va a seconda dei casi dai 14 ai 23 anni), ragion per cui è possibile che un prodotto pornografico coinvolgente attori diciottenni, perfettamente legale in una nazione, sia illegale in un'altra e viceversa.

In Italia la produzione, la diffusione e la detenzione di pornografia minorile sono punite nell'ambito dei «delitti contro la persona», secondo gli articoli 600 e seguenti del codice penale. L'articolo 600 ter («Pornografia minorile») punisce chi utilizza i minori degli anni diciotto per realizzare esibizioni o produrre materiale pornografico, nonché chi faccia commercio o diffonda, anche a titolo gratuito, tale materiale. Al di fuori delle suddette ipotesi opera, invece, l'art. 600 quater («Detenzione di materiale pornografico»), il quale ritiene rilevante il mero possesso di materiale pornografico minorile. È da notare, a questo proposito, che sono punite anche la produzione e la detenzione di materiale non destinato alla diffusione. Infine, l'articolo 600 quater bis («Pornografia virtuale»), recentemente aggiunto, punisce anche chiunque possieda materiale pornografico minorile virtuale, ossia materiale contenente immagini virtuali realizzate sottoponendo a tecniche di elaborazione grafica immagini di minori o parti di esse e facendo così apparire come vere situazioni non reali.

Da notare, dunque, che nel codice penale italiano non si parla di "pedopornografia", ma soltanto di "pornografia minorile": la prima è infatti punita in quanto parte seconda. Ciò significa che quando a una persona viene imputato questo reato, contrariamente a quanto di solito riportato dalla stampa, non è dato sapere se l'accusato fosse effettivamente in possesso di materiale pedopornografico, in quanto ciò che gli viene rinfacciata è la generica detenzione di pornografia minorile.

In ambito europeo negli ultimi decenni si sono andate armonizzando le norme relative a pedopornografia e pornografia minorile (ad esempio la legislazione della Gran Bretagna, dove il Protection of Children Act del 1978 ha definito "bambini" tutte le persone sotto i 16 anni, modificato poi dal Sexual Offences Act del 2003 che ha alzato lo spartiacque fino ai 18 anni ed equiparando quindi la pedopornografia alla pornografia minorle). Questa situazione ha creato a volte una condizione di incertezza dal punto di vista della legittimità del possesso o dell'ulteriore diffusione o vendita di materiale erotico con minori post-pubertà prodotto e commercializzato legalmente negli anni precedenti alle modifiche di legge.

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