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Prostituzione-minorile

Una prostituta bambina

Strettamente connesso con il fenomeno della violenza sessuale - perché questo spesso ne è la genesi - è il fenomeno della prostituzione minorile. Un fenomeno che non è più solo femminile ma che è divenuto, e in modo non irrilevante, anche maschile; un fenomeno che non coinvolge più soltanto italiani ma utilizza principalmente minori stranieri arruolati, trasferiti e controllati in Italia da potenti organizzazioni criminali.

Bisognerebbe bandire proprio il lavoro minorile, ma nei paesi poveri in cui questo non è fattibile si può comunque deviare sul lavoro minorile la prostituzione minorile, fino ad annullare perlomeno quest'ultima. Bisognerebbe incominciare con le età minori e salire su via via fino ai 17 anni compresi (sia per i maschi che per le femmine).

Non esistono, ovviamente, dati sicuri sull'entità del fenomeno: alcune cifre che sono state desunte da stime non meglio precisate non appaiono del tutto attendibili. Quel che è sicuro è che, secondo dati dal ministero degli Interni, nel 1999, 202 minori sono stati vittime nel reato di prostituzione minorile: il che costituisce un numero assai alto data la difficoltà nella persecuzione di tale reato e nella identificazione della reale età della prostituta di strada. Non appare pertanto inverosimile il dato, che emerge da diverse ricerche, secondo cui l'8 - 10% delle prostitute di strada è minorenne con una incidenza di circa 1500-1800 persone irretite nella prostituzione di età minore.

Il fenomeno è assai preoccupante, perché comporta la devastazione di una personalità; perché cagiona la totale caduta di ogni forma di autostima percependosi la persona come mero oggetto; perché spesso sviluppa un desiderio di annientarsi, di punirsi e di degradare con sé l'altro, ripagando con la violenza sul cliente la violenza subita. Recuperare queste persone non è impossibile: certo non è facile anche perché, ovviamente si sviluppa una forte pressione in senso contrario da parte di chi ha organizzato l'attività prostituiva e vive sugli ingenti proventi di questo fenomeno. Comunque è assai penoso il dover constatare come - malgrado le nuove illuminate disposizioni legislative che puniscono non solo il favoreggiatore e lo sfruttatore ma anche il semplice cliente che ha avuto un rapporto con una prostituta/o di minore età, e malgrado le deprecazioni sulla pedofilia nel nostro paese - la domanda di prostituzione giovanile non sia affatto diminuita anzi vada aumentando. In queste situazioni la mera civiltà repressiva - pur - necessaria - non può essere sufficiente: sarebbe indispensabile un radicale mutamento di cultura che invece non sembra affatto che si stia realizzando se solo si guarda a come il fenomeno è giudicato e rappresentato dai mezzi di comunicazione di massa.

In Veneto e precisamente a Mestre lungo la strada del Terraglio è stato individuato un nuovo mercato di "schiave" del sesso, tutte romene e metà di loro minorenni, costrette a prostituirsi. Ad avvisare le forze dell'ordine di Venezia è stata proprio una prostituta bambina che ha permesso di portare in carcere 11 uomini e 3 donne romeni tra Italia e Spagna che reclutavano la "merce" in Romania.

Quello della tratta a scopo di prostituzione è un fenomeno che investe la società occidentale ponendo una serie di interrogativi in merito sia all’offerta della prostituzione – con i risvolti legati all’immigrazione clandestina e alla criminalità organizzata – sia alla domanda da parte dei clienti che comprano sesso a pagamento.

Il numero annuo di donne soggette o vendute alla prostituzione è stimato fra 700.000 e 4 milioni. Soltanto in Europa sono vendute a protettori e a bordelli da 120.000 a 500.000 donne, mentre negli Stati Uniti ogni anno vengono vendute tra 45.000 e 50.000 donne e bambine. I profitti dal mercato di schiave sessuali si collocano fra i 7 ed i 12 miliardi di $USA annui.

Il tema della prostituzione è un fenomeno complesso. È in aumento il fenomeno della prostituzione sommersa, spesso in luoghi chiusi, che si sta sviluppando maggiormente rispetto a quella di strada. Sono coinvolte sempre più figure quali gestori dei locali, buttafuori, agenzie immobiliari, presta nomi, mariti fittizi ad intestatari di appartamenti. Le donne straniere coinvolte come prostitute sono legate ai protettori da un forte vincolo culturale/sociale ed economico. Anche nei casi, sempre più frequenti, in cui la donna è consapevole della propria destinazione al mercato prostitutivo, spesso non vengono rispettate le somme di denaro pattuite per costi aggiuntivi quali l’abitazione, le spese di vitto, il disbrigo di pratiche legali, cui spesso si aggiunge il debito contratto per pagare l’organizzazione del viaggio dal Paese di origine. Le persone che in Italia si prostituiscono provengono soprattutto dai Paesi dell’Est, in particolare dalla Romania e dall’Ucraina e, in misura minore, dalla Moldavia, dalla Slovacchia, dall’Ungheria, dalla Bulgaria, dalla Russia e da altri Paesi. I livelli di sfruttamento presenti in questo mercato a pagamento sono variabili. Esistono persone che si prostituiscono in maniera autonoma, altre che dividono i loro guadagni con mediatori e/o gestori di locali e appartamenti in base a patti prestabiliti o modificati nel corso del tempo, altre ancora che sono costrette a consegnare tutto il denaro a chi le sfrutta. Dalle ricerche su questo campo emerge che la prostituzione sommersa è gestita da varie tipologie di organizzazioni, di varia grandezza e composizione con un’alta percentuale di italiani/e coinvolti nella gestione del “mercato”.

Questi compaiono sia nella veste di intermediari che di organizzatori e/o sfruttatori, in alcuni casi come principali attori, in altri come figure di secondo piano in collegamento con un’organizzazione straniera. In merito ai gruppi stranieri si è riscontrata l’accresciuta capacità non solo di sfruttare e controllare i connazionali, ma purtroppo anche quella di istituire legami con la malavita italiana, legami in stretto collegamento con le molteplici sfere della gestione della prostituzione, che vanno dai costi per affitti e manutenzione degli appartamenti, ai rapporti con i circuiti dei locali, per arrivare all’accesso ad ambulatori medici etc.).

Il centro principale della prostituzione minorile a livello mondiale viene ritenuta l'Asia sud-orientale. Secondo recenti valutazioni dell'UNICEF, infatti, piu' di un milione di minorenni e bambini in Thailandia, Filippine ed India vengono costretti a prostituirsi in bordelli o direttamente sulle strade da magnacci senza scrupoli. Secondo i dati in possesso di un'altra organizzazione pero', piu' precisamente conosciuta sotto la sigla di ECPAT (Ending Child Prostitution, Pornography and Trafficking), il quantitativo di minorenni e bambini che si prostituiscono al mondo sarebbe decisamente superiore a quello dichiarato dall'UNICEF e ammonterebbe ad una ventina di milioni, con un 20% di questa impressionante cifra registrato nella sola India.

Sempre secondo le valutazioni da parte della ECPAT, a Taiwan sarebbero circa 100.000 i minorenni impegnati nella prostituzione, fenomeno assai popolare anche in altre nazioni del nostro pianeta. Circa 40.000 sarebbero infatti i minorenni e le minorenni che si prostituiscono in Venezuela, mentre nella Repubblica Dominicana circa 25.000 in eta' oscillante dai 12 ai 17 anni; altri 500.000 casi sono stati registrati in Peru', altrettanti in Brasile e 200.000 in Canada.

Per cio' che riguarda invece i circa 2 milioni di persone che si prostituiscono negli Stati Uniti, una cifra oscillante tra le 300 e le 600.000 unita' sarebbe composta da bambini e ragazzini di eta' inferiore ai 18 anni, la maggior parte dei quali costretta a mettere in vendita il proprio corpo direttamente in strada.

Come si puo' vedere dalle statistiche soprariportate, che putroppo possono essere proseguite ad oltranza, il problema della prostituzione minorile ha ormai acquisito un'importanza di carattere globale. Per cio' che riguarda la situazione della prostituzione minorile in Russia, e' possibile trarne un quadro piu' o meno preciso solamente grazie a dati statistici provenienti dalle piu' disparate citta' e regioni.

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