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433px-JStalin Secretary general CCCP 1942

Iosif Stalin

Iosif Vissarionovič Džugašvili (in russo: Иосиф Виссарионович Джугашвили), il cui vero nome era Ioseb Besarionis Dze Jughašvili (in georgiano: იოსებ ბესარიონის ძე ჯუღაშვილი), detto Stalin (in russo: Сталин, ossia "d'acciaio"; altro pseudonimo Koba, cioè "indomabile") (Gori, 18 dicembre 1878 – Mosca, 5 marzo 1953) è stato un rivoluzionario e politico russo bolscevico, Segretario Generale del Partito Comunista dell'Unione Sovietica e leader dell'Unione Sovietica.

Accanto a Lenin, fu il principale artefice del primo stato socialista del mondo, l'Unione Sovietica. Sotto il suo governo l'U.R.S.S. venne trasformata da Paese prevalentemente agricolo in un Paese altamente industrializzato. Isolata politicamente dal resto del mondo agli inizi della ascesa al potere di Stalin, alla sua morte l'Unione Sovietica era una delle due superpotenze mondiali, dotata di armi nucleari e leader dell'alleanza dei paesi socialisti dell'Europa Orientale. Stalin fu anche un teorico del marxismo; la versione del marxismo-leninismo realizzatasi in via di fatto nei trent'anni del suo governo è nota come stalinismo con caratteristiche in parte marcatamente divergenti rispetto alla formulazione leninista del marxismo.

Ha rivestito un posto di rilievo nella sconfitta del nazismo, dopo aver liberato l'Europa Orientale dall'occupazione tedesca.

È accusato di aver ordinato e causato la morte di milioni di persone. In Ucraina vi è un giorno dell'anno, il 25 novembre, dedicato al ricordo di milioni di ucraini morti durante la grande carestia degli anni Trenta, nota col nome di Holodomor o Golodomor (Голодомор), causata o almeno intenzionalmente aggravata da Stalin e dai suoi collaboratori più stretti.

Qui mi scuso con le vittime dei gulag e delle purghe, ma la collocazione di questo dittatore sanguinario in questa categoria indica solo che durante l'infanzia subì delle sevizie. Se nessuno subisse sevizie da bambino, forse non esisterebbero i criminali.

Infanzia e primi anniModifica

Nacque da Vissarion Džugašvili (1853-1890) e da Ekaterina Geladze (1858-1937), in una famiglia ebreo-georgiana di umili condizioni sociali in cui il padre faceva il ciabattino e la madre la lavandaia. Secondo alcune fonti, ogni sera il padre si ubriacava e lo picchiava, cosi Stalin ebbe per tutta la sua esistenza pessimi rapporti con la propria famiglia; si ritiene anche che tali violenze abbiano provocato in lui diverse turbe psicologiche (a tal riguardo è preziosa l'analisi che fa della sua personalità Erich Fromm che definisce Iosif Stalin, un caso clinico di un sadismo non sessuale [1]); dopo pochi anni, grazie a una borsa di studio, poté frequentare il seminario teologico ortodosso di Tbilisi, in quanto la madre desiderava che si facesse prete (pope ortodosso). Alcuni dicono che in seminario subì le "avances" di qualche pope, che rifiutò e per questo venne espulso dal seminario.

Il contatto, però, con le idee e con l'ambiente dei deportati politici lo avvicinò alle dottrine socialiste. Entrato, così, nel movimento marxista clandestino di Tiblisi nel 1898, allora rappresentato dal Partito socialdemocratico (POSDR), lavorò per qualche tempo al locale osservatorio astronomico. Ma soprattutto cominciò, da allora, un'intensa attività politica di propaganda e di preparazione insurrezionale, che lo portò ben presto a conoscere il rigore della polizia del regime.

378px-Stalin 1894

Stalin a 15 anni, nel 1894.

Arrestato nel 1900 e continuamente sorvegliato, Stalin nel 1902 lasciò la sua città per stabilirsi a Batumi, dove però venne subito imprigionato e condannato a un anno di carcere, seguito da un triennio di deportazione in Siberia. Fuggito nel 1904, tornò a Tiblisi e nei mesi successivi partecipò con energia e notevole capacità organizzativa al movimento insurrezionale, che vide la formazione dei primi soviet di operai e di contadini. Nel novembre del 1905, dopo aver pubblicato il suo primo saggio, A proposito dei dissensi nel partito, divenne direttore del periodico Notiziario dei lavoratori caucasici e in Finlandia, alla conferenza bolscevica di Tampere, incontrò per la prima volta Lenin, accettandone le tesi sul ruolo di un partito marxista compatto e rigidamente organizzato come strumento indispensabile per la rivoluzione proletaria.

NoteModifica

1^ Erich Fromm, Anatomia della distruttività umana, 1975, Milano, undicesimo capitolo